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giovedì 25 febbraio 2010

... tra un mese si parte!



Continua la marcia di avvicinamento delle Rappresentative di Calcio a Cinque al Torneo delle Regioni 2010 che, per il Futsal e il Calcio femminile si disputerà in Umbria nella Settimana di Pasqua. Per i ragazzi accesso diretto ai gironi di qualificazione che vedranno la selezione agli ordini di Fierravanti, giocarsi l’accesso tra le prime con Puglia, Lombardia, Molise e i padroni di casa dell’Umbria.
“Un girone difficile, – commenta il Commissario Tecnico – con la Puglia che, sulla carta, rappresenta l’ostacolo tradizionalmente più difficile, anche se si presenta con una formazione del tutto rinnovata rispetto a quella dello scorso anno. Da stare attenti anche all’Umbria, squadra ospitante, che sicuramente punterà sul fattore campo e sull’inserimento di diversi giocatori … d’oltrefrontiera. D’altro canto, il Torneo delle Regioni è una competizione veloce, dove si disputeranno gare a ripetizione. Conterà molto di più il gruppo dei singoli. Per quello che ci riguarda, i giocatori selezionati sono sicuramente in grado di fare una bella figura. I ragazzi sono pronti a dare il massimo per far fare bella figura ai colori del Comitato Regionale Lazio. Il lavoro di selezione di questi mesi ci sta consegnando una squadra grintosa, completa in ogni suo reparto, pronta a dire la sua in questa competizione. Ci presenteremo tra gli outsider del Torneo, sperando di dare qualche grosso dispiacere ai favoriti di turno.Un particolare cenno di ringraziamento va alle Società che si sono adoperate nel mettere a disposizione i propri tesserati.
Diverso il discorso per le calciatrici di Cinzia Benvenuti che dovranno guadagnarsi l’accesso alla prestigiosa competizione disputando lo spareggio con la Campania.
“Un vero peccato – ci dice la “Maestra”del Futsal Laziale –incontrare una formazione forte e agguerrita come la Campania nella fase di qualificazione. Potenzialmente è una finale anticipata e, comunque, toglierà al Torneo Umbro una delle sicure protagoniste. In ogni caso la nostra squadra conta atlete di tutto rispetto in grado di imporre il proprio gioco contro qualsiasi avversario. Il gruppo su cui contare è ormai definito. L’indirizzo del Comitato di portare non più di due giocatrici per Società, ci costringe a lasciare a casa atlete che avrebbero meritato di far parte del gruppo. Cercheremo di dare loro soddisfazione, per quanto possibile, durante le due gare di qualificazione.”
Anche da parte di Marco Giustinelli, coordinatore delle Rappresentative di calcio a cinque, traspare fiducia per l’avventura nella terra di San Francesco:
“Abbiamo due formazioni competitive – afferma il Professore – in grado di raggiungere ambedue ottimi risultati. In questa fase di selezione ho potuto ammirare il lavoro dei due Commissari Tecnici Benvenuti e Fierravanti. Sono due professionisti seri e preparati, profondi conoscitori del calcio a cinque. Cinzia rappresenta una icona del futsal femminile e lo straordinario rapporto che ha instaurato con le sue ragazze ne è la dimostrazione più evidente. Dal punto di vista tecnico e tattico penso che, anche tra i colleghi maschi, pochi possono vantare di starle alla pari. E’ la scelta migliore che si poteva fare. Insieme a giocatrici di prim’ordine, come quelle che ha a disposizione e ad uno staff tra i migliori in circolazione, ci sono tutti gli elementi per un cocktail esplosivo. Facendo i debiti scongiuri, penso che a questa squadra nessun traguardo è precluso. Diverso è il discorso per quanto riguarda Michele Fierravanti. Certamente Michele rappresenta una scommessa per il Comitato Regionale e, pur se viene da risultati importanti con le squadre di club che ha allenato, è pur sempre un esordiente. Anche se l’esperienza internazionale che ha maturato come azzurro di wheel chair hockey e l’abitudine alle competizioni ad alto livello, dovrebbero funzionare da antidoto alla immancabile emozione dell’esordio. Confido molto, per quanto riguarda la squadra maschile, sull’apporto dell’Allenatore Livio Colantonio che, seppur giovanissimo, vanta una significativa esperienza nei professionisti ( Siena e Mantova ndr ) che ha volentieri messo a disposizione dei ragazzi".
Ottimismo quindi, anche se condito da una buona dose di pragmatismo, tra gli addetti ai lavori, che convengono sul fatto che, anche nella 49° edizione del Torneo delle Regioni, il Lazio sarà comunque protagonista.

martedì 9 febbraio 2010


Come si fa a ridurre lo sport più bello del mondo a una battaglia con tanto di scontri, di bombe, petardi, manganelli e fumogeni? Quello che è successo oggi a Formello ( quartier generale della Lazio ) è purtroppo lo specchio di un calcio malato che riflette una società dove lo sport rappresenta ormai una ragione di vita e di morte per tanti ragazzi senza riferimenti e senza altri valori a cui attaccarsi. Da tifoso della Lazio da sempre, anche io sto soffrendo per la situazione della mia squadra del cuore. Anche io sopporto ( quasi sempre col sorriso sulle labbra ) gli sfottò e le prese in giro dei miei colleghi di lavoro giallorossi. Anche io mi arrabbio quando vedo in campo una squadra allo sbando, senza un gioco, senza un allenatore che sappia organizzare decentemente quella che ormai è una armata brancaleone da operetta. Io che, domenica scorsa ho preferito andare a vedere Avatar con la mia bambina di dieci anni, piuttosto che occupare la mia poltroncina di Monte Mario per soffrire e vedere la disfatta ( ennesima stagionale ) dei miei colori biancocelesti.
Ma da qui a fare la guerra, ce ne passa! La guerra si può fare - come ultima ratio - per difendere la propria patria, per proteggere i propri cari, per rovesciare un regime sanguinario e illibertario, ma per una squadra di pallone è ridicolo persino incazzarsi seriamente!
Purtroppo questa è una spia del profondo malore che attanaglia i nostri ragazzi che, sempre più frequentemente, si fanno strumentalizzare da idee e persone che fanno della violenza gratuita il proprio cavallo di battaglia. Che pena ...
E allora è sempre più imperante darsi da fare per creare una nuova cultura dello sport che contrasti quella dominante. Lo sport deve tornare ad essere allegria, voglia di vivere, di combattere per ottenere un risultato, di sacrificarsi. Deve essere l'accettazione della sconfitta e l'esaltazione della vittoria. Deve essere rispetto per il proprio corpo, con una educazione alla corretta alimentazione, con il rifiuto del doping, con la consapevolezza dei danni del fumo e dell'alcool. Deve essere altruismo, soprattutto nel calcio, dove in tanti si gioca e in tanti si vince e si perde.
Il calcio per salvarsi deve tornare alle origini, deve tornare nelle strade, negli oratori, nelle piazze. Deve trasmettere voglia di stare insieme. Attraverso il calcio - vissuto nel modo giusto - si può creare una autentica cultura dell'integrazione e della civile convivenza. Intorno al calcio si possono creare amicizie o addirittura amori. Con il calcio si può fare cultura, si possono creare opere d'arte, commedie teatrali, si può fare fotografia e televisione. Il calcio deve riuscire a saper unire.
Lavorare per un calcio migliore significa vivere per un mondo migliore.
E si può fare.